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Approvata la riforma della Protezione Civile: il nuovo testo unico è legge

Protezione Civile, il nuovo testo unico è legge: vediamo le principali novità.

Nuovo testo unico Protezione Civile

La legge 16/03/2017 n.30

Ad aprile 2017 è entrata in vigore la Legge 16 marzo 2017, n. 30 “Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile”. Tale normativa definisce che il governo, entro 9 mesi, deve  adottare uno o più decreti legislativi relativi al Servizio Nazionale di Protezione Civile. Tra i punti di interesse dei decreti legislativi, la legge include la disciplina della partecipazione e delle  responsabilità  dei cittadini alle attività di protezione civile, l’Istituzione di meccanismi e procedure per la  revisione  e  la valutazione periodica dei piani di  emergenza  comunali, la disciplina organica degli strumenti nazionali di finanziamento per l’esercizio delle funzioni di protezione civile,  articolati  nel Fondo nazionale di protezione civile,  nel  Fondo  per  le  emergenze nazionali e nel Fondo regionale di protezione civile.

Tra i principi e i criteri direttivi previsti dalla legge, inoltre, sono compresi il raccordo delle attività  di  pianificazione  in  materia  di protezione civile svolte ai diversi livelli con quelle di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale nei diversi ambiti  e  di pianificazione strategica; l’omogeneizzazione, su base nazionale, delle terminologie e  dei codici convenzionali compresi   gli   aspetti   relativi   alla comunicazione del rischio, anche  in  relazione  alla  redazione  dei piani di protezione civile.

Il nuovo testo unico della Protezione Civile

Il Consiglio dei Ministri, in data 29.12.2017, ha approvato il decreto legislativo di “Riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile in attuazione della L. 16 marzo 2017, n. 30”.

La fine del 2017 si è, perciò, chiusa con il decreto di attuazione della riforma della Protezione Civile. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 29.12.2017, l’obiettivo del provvedimento è il rafforzamento complessivo dell’azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza.

Il 22.01.2018 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 recante “Codice della protezione civile”, la riforma della Protezione Civile è realtà. Il decreto legislativo entrerà in vigore il 6 febbraio 2018.

I principali contenuti del decreto (Fonte: Consiglio dei Ministri)

Il decreto:

  • chiarisce in modo più netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale;
  • migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze;
  • definisce le attività di pianificazione volte a individuare a livello territoriale gli ambiti ottimali che garantiscano l’effettività delle funzioni di protezione civile;
  • stabilisce la possibilità di svolgere le funzioni da parte dei comuni in forma aggregata e collegata al fondo regionale di protezione civile;
  • migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell’ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale;
  • introduce il provvedimento della “mobilitazione nazionale”, preliminare a quello della dichiarazione dello stato d’emergenza;
  • individua procedure più rapide per la definizione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento non collegato come attualmente alla ricognizione del danno;
  • finalizza il fondo regionale di protezione civile al potenziamento territoriale e al concorso alle emergenze di livello regionale;
  • coordina le norme in materia di volontariato di protezione civile, anche in raccordo con le recenti norme introdotte per il Terzo settore e con riferimento alla partecipazione del volontariato alla pianificazione di protezione civile

Altre novità introdotte con il decreto

Il testo definisce le finalità, le attività e la composizione del Servizio nazionale della Protezione civile. Sono comprese tra tali attività quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla pianificazione e gestione delle emergenze e al loro superamento.

Si individuano le autorità di protezione civile e si conferma l’attuale classificazione degli eventi emergenziali di protezione civile in base alla loro dimensione e gravità.

Per quanto riguarda l’attività per la previsione dei rischi, si stabilisce che il sistema di allertamento, articolato in un livello nazionale e uno regionale, abbia come obiettivo, ove possibile, il preannuncio in termini probabilistici degli eventi, nonché il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli stessi e dell’evoluzione degli scenari di rischio, al fine di attivare il servizio nazionale della protezione civile ai differenti livelli territoriali;

Si prevede, inoltre, in modo esplicito, la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, in correlazione alle esigenze di diffusione della conoscenza di tali strumenti e della relativa informazione.

Si delinea poi il quadro generale per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, articolato in diverse fasi.Tra le principali novità riguardanti lo stato di emergenza, si prevede, in particolare, che la dichiarazione non possa superare in termini temporali i 12 mesi più 12, in luogo dei 6 mesi più 6 previsti oggi. Inoltre, le ordinanze di protezione civile sono emanate acquisita l’intesa delle Regioni interessate e possono intervenire, oltre che riguardo all’organizzazione e all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alla gestione dei rifiuti, delle macerie e alle misure volte a garantire la continuità amministrativa, anche riguardo all’attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale dei cittadini e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dall’evento per fronteggiare le necessità più urgenti.

Per dare il giusto risalto alla partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile, si regolamentano le attività di volontariato organizzato, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di protezione civile e introducendo la responsabilità del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorità di protezione civile ai diversi livelli.

Per quanto riguarda, infine, le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attività di protezione civile, il testo prevede una ripartizione delle risorse in tre fondi:

  • fondo nazionale di protezione civile per le attività di previsione e prevenzione (risorse per lo svolgimento delle attività di previsione e prevenzione dei rischi assicurate dal dipartimento della protezione civile già iscritte al bilancio);
  • fondo per le emergenze nazionali (per gli eventi emergenziali nazionali);
  • fondo regionale di protezione civile (fondo che contribuisce al potenziamento del sistema di protezione civile regionale e concorre agli interventi di carattere regionale).

Il piano di emergenza comunale e il coinvolgimento dei cittadini

Alla luce delle novità introdotte dalla nuova normativa, risulta sempre più fondamentale che i Comuni si dotino di Piani di emergenza aggiornati ed efficaci e che mettano in atto tutte le misure necessarie per informare e coinvolgere la cittadinanza. Se il tuo Comune ha bisogno di aiuto, Weproject può fornire tutto il supporto necessario sia per la redazione/aggiornamento del Piano di emergenza che per le attività complementari come la comunicazione alla popolazione, anche con strumenti innovativi. Scopri il nostro servizio sul sito, contattaci per saperne di più e scopri la promozione dedicata al Piano di emergenza comunale su FAST.

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